
L’ARTE DELLA CONTEMPLAZIONE CON IL METODO BABA BEDI
L’Arte di Contemplare
Sviluppare la visione interiore secondo il metodo di Baba Bedi
Presentazione venerdì 25 Settembre 2026 – ore 21.00
Contemplare è ricevere conoscenza dalla realtà senza il filtro dei condizionamenti. È guardare un oggetto, una pianta, una persona, una situazione — e percepire qualcosa di essenziale su di essa. Non quello che ti aspetti, non quello che hai già deciso. Quello che è, nella sua essenza viva.
La differenza con la meditazione è netta. La meditazione concentra — chiude le porte e le finestre e va al centro di se stessi. La contemplazione apre — lascia entrare la brezza, riceve. Non produci: ascolti. Non cerchi: ricevi.
L’organo che rende possibile tutto questo è la Sensibilità Psichica — un organo essenzialmente umano, che ci distingue da ogni altra specie e dalle macchine. Non è un talento speciale: è una capacità che appartiene a tutti, che può essere attivata, sviluppata, affinata. Che collega la nostra coscienza con tutto ciò che esiste — oggetti, persone, essenze, stelle. Nessuno è escluso.
Questa tecnica mi è stata trasmessa da Baba Bedi — filosofo e mistico indiano, vissuto a Milano dal 1972 al 1993.
Era una figura straordinaria. Sedicesimo discendente di Guru Nanak, fondatore del Sikhismo. Plurilaureato tra Oxford, Heidelberg e Berlino — dove aveva lavorato con Rudolf Otto, il filosofo che ha dato un linguaggio al numinoso, e con Werner Sombart, uno dei padri della sociologia europea. Rivoluzionario comunista nella lotta per la liberazione dell’India. Incarcerato e torturato dagli inglesi — la schiena distrutta per sempre. Attraversato da una crisi mistica di cinquanta ore nel 1952 che aveva cambiato radicalmente la sua vita.
Tutto questo — e poi Milano. Un appartamento a Segrate. Piccoli gruppi di persone. Lavoro quotidiano, discreto, senza pubblicità e senza proselitismo.
La sua filosofia — che chiamava Acquariana — non parlava mai di Dio ai corsi. Parlava dell’essere umano. Di come è fatto davvero. Di quali organi vibrazionali possiede oltre ai cinque sensi. Di come i condizionamenti bloccano il flusso vitale. Di strumenti concreti per liberarlo.
«Come è possibile evolvere spiritualmente se si è frustrati nella vita?»
Con quella domanda semplice e radicale rovesciava secoli di spiritualità basata sulla rinuncia. La vita vuole vivere — in tutte le sue forme. L’arte, il corpo, il movimento, la contemplazione non sono accessori: sono i canali attraverso cui la scintilla vitale si esprime e si evolve.
Avevo ventitré anni quando l’ho incontrato. Era il 1984. L’Italia attraversava anni di forte tensione sociale e politica — generazioni spazzate dalle sostanze tossiche, un clima di disorientamento profondo. Un gruppo di giovani cercava qualcosa di diverso: non un’altra ideologia, non un’altra bandiera. Qualcosa di più interiore, più vicino alla vita reale.
Lui era una figura quasi impossibile per quei tempi. In Italia allora c’erano pochi stranieri — un indiano era una presenza esotica, quasi fantastica. Grande, forte, maestoso — con quella storia enorme addosso e una presenza che riempiva la stanza. Non camminava bene. Masticava sempre semi di cardamomo. Parlava lentamente, con quella cadenza straniera che rendeva ogni frase più densa.
Seguii i suoi corsi a Milano. Poi vennero i residenziali ad Albiano, in Garfagnana — nell’Appennino toscano, lontano dal mondo ordinario. Serate di gruppo dopo cena, dove ognuno portava qualcosa: musica, movimento, espressione. In quel periodo avevo un grave problema di salute — così come molte delle persone che si avvicinavano a quell’uomo che parlava di vita. Ci arrivavamo attraverso una fragilità. E lui non prometteva guarigioni: dava strumenti. Una sera mi guardò e disse:
«Balla e non morirai.»
Detto da un uomo che non deambulava. Quella frase ha cambiato la direzione della mia vita. Ho incanalato la scintilla vitale nel movimento, sono diventato istruttore di Rio Abierto, ho insegnato il movimento per quarant’anni. La sua indicazione era precisa — e funzionava.
Perché portare questo corso al Centro Yoga Om oggi, nel 2026?
Perché percepire è una qualità specificamente umana. E oggi questa qualità è sotto una pressione che non ha precedenti nella storia.
Oggi le macchine generano informazioni in quantità illimitata. Ma percepire non è elaborare informazioni — è entrare in contatto diretto con l’essenza delle cose. La Sensibilità Psichica fa esattamente questo. È la qualità specificamente umana che la contemplazione allena: la capacità di percepire la realtà fisica e sottile con i propri organi, in modo diretto, senza filtri.
Questo corso è uno di quegli strumenti. Ve lo porto così come l’ho ricevuto — con lo stesso spirito: senza misticismi, senza promesse. La realtà, quando la percepite davvero, si rivela nella sua essenza viva — e quella non ha bisogno di abbellimenti.
▫︎ Conduce Alessandro Scarazzati — allievo di Baba Bedi dal 1984, istruttore di Rio Abierto
INFORMAZIONI PRATICHE
▫︎ Presentazione ad ingresso libero: Venerdì 25 Settembre 2026, ore 21.00
▫︎ Al Centro Yoga Om in via Castellata 10/A, Bologna – Indicazioni Google Maps
▫︎ Ciclo di 6 incontri il sabato, ore 16.00 – 18.30
17 e 31 Ottobre
14 Novembre
5 Dicembre 2026
9 Gennaio
6 Febbraio 2027
– Massimo 12 partecipanti –
▫︎ Costo 300 euro, 280 euro se anticipati entro il 10 Ottobre
▫︎ Acconto 100 euro entro il 10 Ottobre, saldo entro il 14 Novembre
👉 Contattare la segreteria per maggiori informazioni | iscrizione al ciclo di incontri | modalità di pagamento
Recapiti segreteria:
Telefono: 375 613 7831
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