Yoga per controllare l’ansia

“Se sei depresso stai vivendo nel passato,
se sei ansioso stai vivendo nel futuro
se sei in pace stai vivendo nel presente”

Lao tse

 

Cosa succede nel corpo quando sono in ansia?

Il respiro si fa sempre più corto veloce e muove solo la parte alta del petto: non si dice forse “ansimare”?
I muscoli a partire dal diaframma si irrigidiscono, come per e prepararsi a correre, a scappare via.
La fame d’aria che si manifesta nel respiro sempre più superficiale crea un istintivo accentuarsi dell’inspirazione, che tuttavia non ha lo spazio per prodursi bene e determina un senso di oppressione al petto o alla gola.
Dopo tempi brevi il corpo perde di coerenza nei movimenti e la mente di chiarezza nei pensieri.
Ciò che ha determinato lo stato ansioso allora ha via libera per presentarci le sue sceneggiate apocalittiche e cerca di convincerci che ciò che potrebbe capitare di peggio, a causa di altri o di noi stessi, capiterà.
Lo yoga ci offre un aiuto efficace per sanare questa condizione.
Prima si interviene sul corpo e sul respiro con un duplice intento: allentare la tensione fisica e rieducare la respirazione ad espirare più a lungo e a rallentare il ritmo.
Poi si rieduca la mente a vivere nel presente con l’aiuto della meditazione.
Quando la condizione psicofisica migliora si guarda più in profondità dentro di sé per riconoscere gli atteggiamenti errati che sono alla radice dell’ansia.
Quindi a livello di pratica il consiglio è di cominciare da posizioni a terra, in particolare è positiva la posizione supina per allenare la percezione del respiro addominale, meglio ancora se reso più facile da seguire grazie ad un cuscino o un piccolo peso posto sopra l’addome.
Poi afferrare un ginocchio e portarlo al petto allungando la fase di espirazione, (alternare almeno 8 volte) infine si mantiene per almeno un minuto pavana Muktasana

gambe-raccolte

Poi si usa il pavimento come alleato nella posizione del coccodrillo ancora lavorando sul respiro addominale

coccodrillo

Lavorare poi con la posizione della sfinge

cobra

e del bambino

bambino

Usare il movimento del gatto per allungare ancora l’espirazione

gatto

In posizione seduta sciogliere le mani (le biglie cinesi) ed eseguire il mudra per il controllo degli stati ansiosi: si stringe l’indice ad ogni espirazione almeno per 8 respiri e poi si esegue con l’altra mano.

 

mudra

Sedere poi nella quiete concentrati sul respiro calmo e sul momento presente, si può anche associare alla inspirazione la frase “mi calmo” e all’espirazione “sorrido”.

om

Nella prospettiva yogica è l’ego che soffre e si preoccupa. In altre parole se ci identifichiamo con una parte limitata di noi stessi, non riusciamo ad aprirci alla pace e alla fiducia nella vita: riflettere su questo aspetto può portare il lavoro fisico ed energetico più in profondità e cambiare il nostro punto di vista e il nostro stato di coscienza.

di Marisa Giorgini


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