I piedi e le nostre radici

Lo Yoga paragona gli esseri umani agli alberi.  Gli alberi possiedono l’energia della terra e del cielo.

Le radici degli alberi raggiungono le profondità di nostra madre terra, ne assorbono la sapienza e l’energia vitale,
i loro rami si protendono alti verso la luce, trasformando quell’energia in forza creativa.
Questi insegnanti delle foreste mostrano agli uomini come equilibrare le energie maschili e femminili presenti
in ognuno.

Tramite il loro esempio possiamo imparare a dare e a ricevere.
Gli alberi sono fermamente radicati nella terra e si protendono verso il cielo con i rami, mostrando agli esseri umani come essere ponti tra i mondi sensibili e ultrasensibili.

L’equilibrio tra creativo e ricettivo si trova nel cuore degli uomini e nel tronco degli alberi.
Questi esempi viventi di equilibrio consentono all’umanità’ di scoprire il flusso della forza vitale che porta la pace interiore.

E’ un flusso circolare e scorre dalle radici alle estremità dei rami e poi dai rami alle radici.

Quando possiamo vedere l’energia che scorre nei nostri corpi come il flusso circolare degli alberi nutriti dalla terra e dal cielo allora troviamo il nostro equilibrio.
I cherokee insegnano che le “persone in piedi”, come essi chiamano gli alberi, sono luoghi energetici di madre terra che trattengono la memoria specifica di ciò che è accaduto in quel luogo.

Il popolo in piedi vede le necessità di tutti i figli della terra e si applica a fungere da soccorritore. Ciascun albero, ciascuna pianta ha i propri doni, talenti e capacità da condividere.

Ciascuna “persona in piedi” ha da dare all’umanità lezioni specifiche e doni fisici.
Il popolo in piedi ci insegna ad affondare le nostre radici profonde nella terra per ricevere nutrimento spirituale e l’energia di collegamento che mantiene i nostri corpi in salute.

E’ in questo modo che impariamo a dare, dobbiamo alimentarci tramite la nostra connessione con madre terra per poter dare prodigalmente.

E’ così che possiamo trovare la radice del sé, che è la dove si raccoglie la nostra forza più profonda.

I piedi sono la nostra radice e il punto di connessione e assorbimento delle forze della terra

L’assorbimento della luce si verifica, invece, tramite i due chakra più alti (Ajna, il terzo occhio e Sahasrara, la corona) ed ha come  mediatori fisici gli occhi e la ghiandola pineale, e come canali di scorrimento i nervi.

Nella tradizione yogica si dice, infatti, che è la luce il vero nutrimento dei nervi, e la posizione del diamante, che facilita l’assorbimento della luce, è ritenuta importante nell’ambito della pratica anche per questo motivo.

Quando si parla di luce si intende generalmente quella del Sole, che è la più ricca di prana, ma anche la luce di una fiamma viene considerata importante per stimolare la ghiandola pineale, come si verifica durante la pratica della concentrazione sulla candela del Trataka, allora anche il tipo di combustibile usato può conferire particolari proprietà alla luce della fiamma, come ad esempio succede quando per concentrarsi si usa una candela in cera naturale d’api, ghee o olio di mostarda, dalle proprietà riscaldanti e purificatrici.

L’assorbimento dell’energia della terra si verifica invece in due modi, uno indiretto e l’altro diretto.

Quello indiretto avviene attraverso la digestione degli alimenti, che ci portano in forma assimilabile le qualità della terra in cui sono nati.
Se infatti gli alberi prendono ciò di cui hanno bisogno direttamente dalla terra in cui affondano la loro radice, gli esseri umani svolgono la stessa funzione attraverso l’apparato digerente, che è infatti per la medicina orientale collegato all’elemento terra.
Tra le altre cose questo è anche il motivo per cui si consiglia di alimentarsi solo delle piante e dei frutti nati nella terra in cui si vive: essi infatti sono in grado di fornire tutto quello che serve per stare bene in quel tipo di ambiente.

L’assorbimento diretto dell’energia sottile della terra, con le sue qualità lunari rinfrescanti e pacificatrici si verifica invece tramite il centro energetico del perineo e di quelli situati nelle piante dei piedi.

Il punto più importante del piede per l’assorbimento della forza della Terra è quello conosciuto dalla riflessologia come “punto del rene”, che si trova più o meno a metà della pianta

Ma anche altri tre punti giocano un ruolo particolarmente importante nel mantenimento del nostro equilibrio interno, anche perché sono quelli attraverso cui scarichiamo la negatività collegata ad emozioni negative che si “addensano” nella zona del cuore, e sono:

  • la zona sotto l’alluce
  • quella sotto il quinto dito
  • la zona al centro del tallone.

 Nella tradizione yogica questi tre punti vengono anche stimolati con la pressione su piccole sfere dure durante il mantenimento di alcune posizioni statiche.

I tre punti  sotto l’alluce, il mignolo e al centro del tallone sono anche quelli su cui scarichiamo il nostro peso corporeo e, a seconda di come ci appoggiamo maggiormente ora sull’uno o sull’altro, ci danno anche delle indicazioni interessanti su come si polarizza la nostra energia interna nei vari apparati: le tipologie che si formano in tal modo sono state studiate in maniera particolarmente  accurata dal promotore del “movimento rigeneratore”, Tsuda, che descrive i 12 tipi energetici fondamentali nel suo libro “ Scuola di respirazione”.

I  numeri   dispari  sono  caratterizzati  da  un  eccesso  di

energia negli organi menzionati, quelli pari da una carenza.
TIPI ENERGETICI FONDAMENTALI:

  1. tipo cerebrale attivo
  2. tipo cerebrale passivo
  3. tipo digestivo attivo
  4. tipo digestivo passivo
  5. tipo polmonare attivo
  6. tipo polmonare passivo
  7. tipo urinario attivo
  8. tipo urinario passivo
  9. tipo bacino chiuso
  • tipo bacino aperto
  • tipo ipersensibile (cambia in continuazione)
  • tipo apatico. (è fisso e sconnesso dalle sensazioni corporee)

I vari tipi energetici sono caratterizzati da un insieme di fattori fisici e mentali, anche se la  differente flessibilità che si manifesta in certe vertebre ed il differente modo si appoggiare a terra il peso corporeo sono ciò che maggiormente li definisce.

Ad es. il tipo cerebrale manda l’energia alla testa perché si appoggia soprattutto nella zona sotto l’alluce, il tipo digestivo invece è caratterizzato dal fatto che appoggia sempre più peso su una metà del corpo piuttosto dell’altra, il polmonare ha in peso spostato sulla parte anteriore del piede, la particolarità dell’urinario è la torsione, cioè in un piede appoggia di più la parte anteriore e nell’altro il contrario, il tipo bacino chiuso riesce ad assumere la posizione accovacciata mantenendo i talloni a terra poiché il tendine d’Achille si allunga con facilità, il contrario per il tipo bacino aperto che tende anche ad appoggiarsi al lato esterno del piede, nella zona sotto il quinto dito.
Considerazioni di ordine differente riguardano invece gli ultimi due tipi, l’uno caratterizzato dal cambiamento continuo e l’altro dall’esatto contrario.

Se le differenti polarizzazioni dell’energia si manifestano anche nei diversi tipi di appoggio del piede il processo è valido anche nell’altro senso, cioè scaricando il peso corporeo su determinate zone del piede piuttosto di altre è possibile influenzare efficacemente la nostra energia interna, spingendola nella direzione voluta: ovviamente spostando il peso verso l’alluce si manda  allora energia al cervello, verso la parte anteriore dei piedi la si spinge verso i polmoni, verso il tallone, allungando il tendine d’Achille, si satura di prana la zona del bacino, spostando più peso su uno dei due piedi si agisce sull’apparato digerente, in modo particolare sulla peristalsi intestinale (chi tende alla costipazione infatti tende a pesare di più sul piede destro, il contrario per la diarrea), infine esercitando una torsione sulla colonna in modo da pesare maggiormente sulla parte anteriore di un piede e su quella posteriore dell’altro si agisce sul sistema urinario.

In effetti ciò che agisce veramente non è solo il modo di appoggiare il piede, ma la relazione che si viene a creare tra tipo di appoggio, posizione della colonna e tipo di respirazione.
Può essere interessante anche notare alcune caratteristiche che si manifestano nei primi quattro tipi , attivi  e passivi, e quindi anche in chi modifica la sua camminata per stimolare consapevolmente un apparato corporeo.

Nel tipo cerebrale attivo, (o tipo giraffa o verticale), l’energia va alla testa, vi può essere anche la tendenza ad irrigidire il collo e il tendine d’Achille.

Il cervello lavora costantemente in questo tipo per mettere ordine ai dati sensoriali. Ha bisogno di distaccarsi dalla realtà concreta per mettere ordine nel suo pensiero. Preferenza istintiva per le linee. Il tipo passivo si riempie la testa di idee non proprie che lo opprimono. La riflessione che porta il tipo cerebrale attivo alla ricerca di formule, provoca nel passivo reazioni fisiche, la tensione cerebrale può dare anche problemi allo stomaco.

Il tipo digestivo, o destra – sinistra (c’è un lato molto più pesante dell’altro), tende alla rotondità.

Emozionato, agitato, arrabbiato, mangia per calmarsi. La sua energia o tensione si accumula nel plesso solare.

Buontempone gioviale, espansivo ma irritabile.

Agisce perché gli piace, non sa decidere in base al pensiero ma solo se si appoggia al sentimento.

Grande sensibilità ai colori, è colpito dal tono di chi parla più dai concetti espressi.

Il tipo passivo ama i colori scuri ed è più taciturno ed introverso di quello attivo e, quando ha dei problemi gli viene mal di stomaco.

Il tipo polmonare è chiamato anche” avanti-indietro”, o “tipo tigre”.
Il pensiero e l’azione coesistono, non riesce a pensare per pensare, ma pensa per agire, un pensiero senza utilità pratica è difficile da concepire per lui.
Corpo come triangolo rovesciato, spalle larghe, energico, intraprendente.
Ha bisogno di eccitazione per pensare, studia meglio con la musica, il rumore.

Gli piace mostrare di essere capace di controllare le sue emozioni.

Riflessi rapidi, ottimo senso d’orientamento. Nella musica è sensibile al ritmo.

E’ colpito dalla forma degli oggetti e dei gesti.

Nel tipo attivo si contraggono le spalle quando si sta per agire in quello passivo le spalle sono sempre contratte e l’apparato respiratorio è debole.

Il tipo passivo si sfoga inconsciamente cadendo o facendosi male. Mangia per inquietudine.

Il tipo urinario, o tipo con la torsione (il naso e l’ombelico non sono orientati nello stesso modo). ha una natica più piccola dell’altra.
Il tipo attivo cerca di diventare più forte torcendosi, mentre quello debole si torce per compensare la sua debolezza e non essere vinto.

L’azione precede il pensiero.

Amore per il combattimento, competitività.

Ha manie di grandezza ed è attratto dal volume delle cose.

Il tipo passivo non resiste alla tentazione di fare le cose che gli si dice di non fare.

Conoscere i tipi energetici legati all’appoggio del piede consente di impostare delle pratiche di yoga particolarmente efficaci per la salute fisica e mentale: nello yoga dell’energia questo percorso viene visto come la base su cui sviluppare gli altri percorsi ed esperienze.

di Marisa Giorgini


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