Ramaratri: la forza di Rama contro ogni conflitto

Durante Ramaratri, la Notte di Rama, apprenderemo delle pratiche legate all’apertura del cuore e al rilascio delle energie negative che ostacolano la nostra consapevolezza, rendendoci incapaci di gestire i conflitti che abbiamo con noi stessi e gli altri.

Rama, conosciuto anche come Rāmachandra (chandra per descriverne probabilmente il meraviglioso aspetto simile alla Luna, chandra), è un personaggio importantissimo per la tradizione induista.
Considerato il settimo avatara di Vishnu, è il protagonista di uno dei poemi epici più famosi di tutta l’India, il Ramayana. Incarnazione dell’Uomo Perfetto e del Sovrano Ideale, Rama è un principe in esilio che, aiutato dal guerriero-scimmia Hanuman, lotta contro il demone Rāvaṇa per salvare la sua sposa Sita.

Nella concezione induista dell’Universo, Vishnu incarna la forza della Protezione (come Shiva quella della Trasformazione e Brahma la Creazione) e il suo intervento si rende necessario ogni qualvolta l’umanità si trovi in una situazione di crisi evolutiva.
In questo frangente, Rama rappresenta tutte le qualità ideali dell’essere umano. La sua figura è legata alla devozione e al canto, e giunge in nostro soccorso nel periodo primaverile per collegarci con la rinascita dei valori e la positività, aprendo il nostro cuore a energie nuove e rigeneranti.

Il suo amore sconfinato per Sita, inoltre, è la forza d’amore che unisce due realtà, ed è più forte di ogni ostacolo, ne traggono beneficio i nostri rapporti di coppia, di amicizia, ma anche la nostra relazione con la nostra individualità profonda (Sita simbolicamente è la nostra anima.)

Durante la Notte di Rama, quindi, attraverso il canto di mantra di guarigione e pratiche di liberazione, approfondiremo questa figura affascinante, per poter arricchire anche le nostre vite di queste qualità ideali e trionfare sul male che causiamo a noi stessi e gli altri.

di Marisa Giorgini


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