Il dono dell’ARIETE: sii attivo, ma libero dall’attaccamento ai frutti dell’azione

Dopo aver disegnato il glifo che rappresenta il segno dell’Ariete e aver considerato le associazioni che ci suscita, (una sorgente che zampilla, lo sbocciare di un fiore, l’aprirsi degli occhi, il lanciare un grido), possiamo chiederci che cosa hanno in comune queste azioni?

Il passaggio dal dentro al fuori, Il diventare visibile, materialmente percepibile, di qualcosa che è nascosto o potenziale.

E questa è la qualità dell’energia del segno dell’Ariete che si manifesta con l’arrivo della Primavera.

In Primavera tutto ciò che è rimasto sotterraneo o nascosto si rende visibile, si manifesta, e noi non possiamo che, come dice un poeta, “riconoscere il coraggio dei fiori che si aprono alla vita per colorare di canti nuovi l’aria ventosa di un nuovo inizio”.

L’Ariete, segno maschile e legato a Marte, (Ares, in greco), è proprio colui che spinge a nascere, a mostrarsi e aprire nuove strade.

Collegato al capo e agli occhi nel nostro corpo l’ariete è un segno che si riferisce ad un animale che ha grandi corna, con cui abbatte ogni ostacolo che gli si contrappone, e lotta con la testa per stabilire il predominio sul proprio territorio e difendere il suo gregge.
Alla nascita, la prima parte del corpo ad affacciarsi al mondo è la testa, la nostra parte più dura e forte, e quando dobbiamo avanzare sul nostro cammino dobbiamo compiere una scelta ci affidiamo agli occhi per focalizzare l’obiettivo, e al naso per individuare una direzione da seguire, tutte zone del corpo collegate al segno dell’ariete.

L’energia dell’Ariete sta in questo, nel trasformare le immagini interiori in realtà, nel portare fuori le idee per tradurle in azioni.

Se ci capita spesso di non sapere dove dirigerci, oppure di non avere quella forza di volontà che ci aiuta a prendere una decisione, dobbiamo collegarci all’energia del fuoco dell’ariete, che viene ricevuto anche nel nostro terzo chakra , quello del fuoco appunto. Quando la paura del cambiamento, i troppi pensieri e le preoccupazioni influenzano la nostra capacità di discernimento, inoltre occorre lavorare molto sulla ricerca della propria identità: se non si è consapevoli di chi si è veramente, come possiamo decidere che cosa è meglio per noi?

Sentendo la nostra vera identità potremo sbloccare la volontà e capire, anche nel modo più immediato ed intuitivo, qual è la cosa giusta per noi.

E poiché l’intuito è collegato alle emanazioni del pianeta Nettuno, può essere utile per tutti collegarsi con la sua energia e riceverla grazie al rilassamento acquariano.

Inoltre ricevere le forze di un pianeta non basta, bisogna usare nella vita le intuizioni che ci arrivano, e rivolgerci all’intuito tutte le volte che abbiamo bisogno di scegliere con consapevolezza. Usare le intuizioni del terzo occhio deve diventare uno strumento per alleggerire la nostra vita, non ha senso riscaldare i muscoli se poi non ci si mette a correre!

L’Ariete dunque è la forza eroica che apre un nuovo cammino, ma c’è ancora una riflessione su questo archetipo che in questo periodo è bene fare.

Come nel mito del Vello d’Oro dove lo splendido ariete in grado di volare che ha salvato la vita ai figli della ninfa Nefele viene sacrificato a Zeus, o nella tradizione pasquale quando si parla del sacrificio dell’Agnello di Dio, questo segno è intimamente collegato con il significato profondo del “sacrificio”.
Sacrificare vuol dire offrire al Divino ciò che ci è più caro, è offrire alla parte più alta di sé ciò a cui siamo più attaccati: è questo che rende sacra la nostra vita, e questo è anche il significato etimologico della parola “sacer facio= rendo sacro”. Tale è l’invito del Dio Krishna al guerriero Arjuna nella Bhagavad Gita, testo base nella religione e spiritualità indiana: “agisci secondo la tua vera natura , ma offri, sacrifica a me i frutti delle tue azioni”.

L’ariete, l’agnello, il fuoco ( Agnis, agnello, assomiglia ad Ignis la parola che in latino indica il fuoco, Aghni in sanscrito), sono tutti elementi che ci trasmettono il valore dell’agire collegato al distacco.

Quando gli antichi pastori sacrificavano il primo nato del gregge alla divinità, sottolineavano che riconoscevano un fine più alto nelle loro azioni che non fosse l’accumulo di bestiame e ricchezze.

Ecco perché in questo periodo è importante praticare l’azione con distacco, fare del proprio meglio in ogni ambito, ma offrire quello che si fa al Divino senza cercare i risultati dell’azione.

La bella stagione ci porta ad essere più reattivi e vitali, ma se esercitiamo la nostra volontà senza aspettarci dei risultati, e se intraprendiamo un nuovo cammino senza preoccuparci di quando arriveremo vivremo in questo momento una grande rinascita, non solo della vitalità, ma anche della nostra parte spirituale.

L’Ariete è un segno giovane, che ha tante energie da investire in cose nuove, ma se in queste azioni non ci mette il cuore e la gioia di vivere, sarà in un perenne stato di agitazione e insoddisfazione, sfociando anche nel nervosismo e l’aggressività.

Occorre molta disciplina per esercitare la volontà, poiché nel praticare il non attaccamento alle cose è facilissimo cadere in distrazioni, trasformando la volontà in bisogno: se voglio ottenere quella data cosa, lo faccio per il gusto di farlo, non perché mi aspetto una gratificazione esterna.

di Marisa Giorgini


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