I nostri Allievi

Breve storia del centro dedicata ai nostri allievi.

Allievi

Gli allievi che frequentavano i miei primi corsi di yoga nel ’78, erano giovani, entusiasti dell’Oriente e salutisti. Alternare informazioni sulla “cura del limone” a quelle sulla Reincarnazione o sugli effetti della posizione del Cobra era considerato naturale e si traduceva facilmente nel desiderio di fare esperienza o di cambiare punto di vista.

Quando sono tornata dal mio viaggio più lungo, 9 mesi in India e a Bali, cominciai a condurre corsi con tantissimi partecipanti, spesso gruppi di 30 persone, di tutte le età, dall’adolescente all’ottantenne, con esigenze molto differenti: da chi cercava sollievo ai dolori cervicali, a chi sperava in un momento di pace mentale, a chi era affascinato dall’aspetto esoterico e dal lavoro sul corpo energetico, a chi voleva trovare una direzione spirituale.
E’ stato un periodo molto formativo e importante, in cui ho anche tenuto molte conferenze sul metodo di recupero della vista e lo yoga terapia, sulla filosofia di vita dello Yoga, sul corpo energetico e le forze degli elementi e dei chakra,  e in cui sono anche emerse due delle mie passioni, il lavoro sulla visione (lo yoga Nidra e i lavori con il disegno dei mandala) e il canto dei mantra, che spesso facevano vibrare le mura delle sale di pratica e creavano quella gioia che regala il contatto con il cuore. Molti del miei allievi più affezionati hanno cominciato in quel periodo, quasi trent’anni fa.

Nel ’91 sento la necessità di trovare uno spazio autonomo dove condurre le mie ricerche. Nella piccola e luminosa via Castellata, fra via Castiglione e via Santo Stefano, riconosco in un’antica chiesa il luogo adatto per le attività che avrei voluto condurre nella mia scuola, che inizialmente chiamai “Centro Yoga Shri”.
E’ di questo periodo il momento d’oro delle pratiche collettive in cui organizzavamo nel nostro nuovo grandissimo spazio meravigliose serate di canto dei mantra di luna piena, cerchi di guarigione, pratiche di purificazione della spazio (akasha shuddi), ed eventi particolari, come i tre giorni di laboratori teatrali a contatto con praticanti keralesi di Kalaharipayat (arte marziale del sud dell’india) e danzatori indiani, chiamati in collaborazione con l’Università di Bologna, o la serata di musica e danze Sufi. La frequenza delle pratiche collettive aveva rafforzato nei miei allievi la consapevolezza di essere una “famiglia”: persone diverse per età, lavoro, temperamento, hanno potuto sperimentare un grande sentimento di unità grazie al comune amore per lo yoga.

Dal 2004 inizio un periodo di veloci trasformazioni personali che mi portano, tra l’altro, a cambiare più volte il nome del Centro.
Il contatto con la conoscenza iniziatica dell’Egitto antico e con la Kabala mi portano a cercare un termine che esprima questa mia fase e, un maestro, mi consiglia per la mia scuola Il nome “Omnulah”. Chi frequenta in questo periodo ha un interesse più esoterico e ricerca aiuto e ampliamento di coscienza negli antichi simboli della conoscenza iniziatica. Serate come “la notte dell’iniziazione”, pratiche collegate all’occhio sinistro di Horus (purificazione emozionale) e a quello destro, (Geometria sacra), incontri per superare la frammentazione di sé con la forza di Iside, mettevano un po’ in secondo piano il lavoro corporeo puntando dritte alla trasformazione della propria condizione mentale ed emozionale.

Nel 2008 comprendo l’importanza di un lavoro che torni ad essere più corporeo ed organizzo il mio primo viaggio di gruppo in India. Sento di poter integrare tutto quello che ho appreso nei miei viaggi, esperienze e incontri in Egitto, nel Sinai e in Israele, nel grande cuore dello Yoga dell’Energia. Torna anche il desiderio di avere un nome sanscrito per la mia scuola, nell’antica lingua dell’India. E proprio durante il viaggio in India la decisione fulminante: “Om” il suono dell’origine, della forza creativa dello Spirito, “il suono che percepiremmo se potessimo ascoltare insieme tutti i suoni dell’universo”, dicono gli indiani.

Oggi gli allievi che frequentano il Centro Yoga Om sono di tutte le età ed esigenze, e apprezzano la dimensione di“famiglia” che accoglie anche chi viene a fare solo una prova. Hanno la possibilità di praticare anche con Aldo e Letizia, che da allievi pluriventennali sono diventati insegnanti, portando anche il soffio nuovo della loro energia e personalità.

Quasi tutti rimangono incantati dalla nostra Sala della pratica e dicono che da noi si respira una bella aria, a volte arrivano pieni di acciacchi e si ritrovano non solo a superarli ma anche a cambiare modo di percepire la vita.  Altri cercano pratiche di contorsione e rimangono stupiti di quanto possano essere efficaci anche le Posizioni più semplici, o vorrebbero agire solo con i muscoli e sono sorpresi di percepire quanta forza può dare il rallentare, il calmare e il distendere.

Personalmente sento una profonda gratitudine per tutti gli allievi che ho incontrato e incontrerò, perché è grazie anche a loro che posso vivere immersa nello yoga, insegnando quello che sento più prezioso e amo di più.

Ah, una cosa è sempre rimasta uguale in questi 35 anni di corsi di yoga: le risate.
Io rido molto, e ridere è contagioso.

Marisa Giorgini